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lunedì 18 novembre 2013

sempre a pulì (o quasi...)

Al momento va così...

La mia bimba cresce davvero bene, secondo me. Quando le chiedo: sai quanto bene ti vuole la mamma? Lei spalanca le braccia larghe larghe e io ancora le dico: eh no! troppo poco, ancora di più!
E così giochiamo a chi le apre di più!
Ma che si possa dire quanto io la adori non è possibile, sono meravigliata da me stessa da quanto io la ami e da quanto l'amore verso di lei sia così completo, totale, unico. L'amore di una mamma verso una figlia continua a sorprendermi.
Gigantesco. Enorme. Infinito.

Per quanto riguarda l'università sto raccogliendo materiale da portare alla prof., probabilmente andrò da lei con tanto materiale aria fritta ma nel mentre prende sempre più forma la mia idea di tesi e se solo mi ascoltasse e se solo riuscissi a convincerla potrei davvero partire. Comunque, al momento si lavora parecchio alla ricerca di ogni testo possibile. Voglio andare da lei piena di libri e riferimenti e poi si vedrà.

Nella mia ditta è passato al personale il documento con la certificazione della mia collaborazione che spero valga come esonero per il tirocinio. Sto facendo le macumbe in attesa che me lo firmino e che l'università lo accetti.
Per ora si aspetta che poi si sa che è una delle mie specialità.

Tutto il resto passa fra ore al lavoro in cui ancora non riesco a inquadrare tutto quello che vorrei ma mi rendo conto che non ho neanche voglia di essere coinvolta come una volta e faccende domestiche che comunque odio.

Mia figlia è riuscita in 2 giorni a fare la pipì nel divano (in seguito a giornata stressantissima con i nonni che la prendono per una bambola a pile e non per una bimba di 2,10 mesi...) e a vomitare nel lettone. Già solo questo è sufficiente per farmi venire la stuffia di lavatrici e sapone per un po'. E invece niente perché finite 'ste lavatrici ne ho già pronte altre.
E poi stirare.
Si consideri poi che in circa 120 metri quadrati vivono due cani di cui uno di 15 kg a pelo lungo, un gatto razza persiano, la bimba suddetta, un marito super sportivo e io e da lì si riesce a capire come sia sempre costantemente sporca questa casa.
Ma come fanno le donne che hanno sempre le case pulite?
Dovrei ridurre i fruitori della casa ma io al limite potrei eliminare il marito. Il resto è intoccabile...


venerdì 8 novembre 2013

Ignorata e ignorando...

In questi giorni sto vivendo una grave frustazione. La frustazione di cercare che alcune persone si occupino di me. Ci vuole niente per diventare degli invisibili, persone nascoste, ignorate. Ho notato che ciò accade ogni volta che l'altro, colui che non ti vede, non ha bisogno di te.

Questa frustazione si è bene realizzata e forse compiuta nella sua massima pienezza nel momento in cui sono andata dalla professorezza a cui ho chiesto di seguirmi per la tesi.
Quel giorno sono stata a casa in ferie, sono partita di buon ora e sono andata in stazione ma non ho potuto prendere il treno a causa di una manifestazione che bloccava tutti i treni per cui sono andata in auto fino all'università. Arrivata attendo buona buona 45 minuti prima che la professoressa si liberasse, a quel punto entro e le spiego il motivo della visita: vorrei che mi seguisse per la tesi, che ho amato molto la sua materia e che avevo qualche spunto sull'argomento in quanto vorrei poter svolgere una tesi sui musei aziendali visto che io sto partecipando ad un progetto in cui se ne creerà uno.

Lei però non aveva molto tempo per ascoltarmi impegnata come era a scrivere sms, a rispondere al telefono, a recarsi fuori a telefonare... e quindi a farmi parlare con la sua giovane assistente che mi parlava sbadigliando (lo giuro che continuava a sbadigliare!) seduta davanti al pc...
Tornata mi ha ancora detto che "così non si va da nessuna parte" e quindi mhhh... mi faccia pensare... si! cerchi un po' di materiale bibliografico sui musei della sua provincia (piccolissima provincia probabilmente a breve eliminata...non pullula di musei neanche non aziendali...)e poi vediamo...
Questo me l'ha detto a porta aperta mentre scriveva un sms e quindi invitandomi chiarmente ad uscire.
In tutto mi ha tenuta in ufficio 10 minuti ma mi ha parlato si e no 40 secondi, non credo che sia arrivata al minuti di tempo.


Ecco.

Se non faccio la tesi con questo mostro mi toccherà chiedere ai soli altri due specifici professori di facoltà con cui ho sostenuto esami perché tutti gli altri sono stati eliminati dalle varie riforme.

Il mostro non è obbligata a seguirmi per la tesi. Potrebbe farmi solo perdere tempo e io di tempo non ne ho perché se voglio/devo laurearmi a giugno devo consegnare la tesi per maggio e per me i tempi di studio sono sempre limitati.

Ho trascorso giorni bui dopo questo incontro e ora ho deciso, come sempre, di non mollare e se vuole il materiale di questi 4 musei sgalfi io glielo cerco e glielo trovo e se non va bene mi metto lì seduta e aspetto i suoi sms e le sue telefonate e gli sbadigli di quella stronza dell'assistente e, come per altro ho fatto in questa prima occasione, non me ne esco da lì se non mi considera almeno un po'. E se non mi considera torno la settimana dopo e quella dopo ancora con qualcosa che mi inventerò.

Gli altri due professori sono una strada che per ora non voglio percorrere perché uno si occupa di architettura e io non ho brillato in quel esame mentre l'altra professoressa è quella con cui ho sostenuto due fra gli esami più duri di tutta la mia carriera universitaria e la considero l'ultima spiaggia. E poi sono tutti e 3 tre stronzi patentati in egual misura, in ogni colloquio con loro 3 sono stata trattata come una pezza da piedi per cui questi due sono della stessa risma dell'altra a cui mi sto affidando.

Inutile mollare, qui bisogna stringere i denti.

Come fanno gli studenti frequentanti? Fanno che si decimano prima di arrivare alla fine e chi resta sono tutte e solo ragazze tostissime che hanno imparato a tirare fuori le unghie cammin facendo, le ho viste! Ragazzi non ce ne sono più.
Nella mia facoltà universitaria si è creata una lobby di professori stronzi, vecchi e frustrati, che di arte ne sanno tanto ma si credono al di sopra del genere umano e hanno perso ogni barlume di umiltà.

Domani mattina vado in biblioteca e inizio la ricerca bibliografica.
Ma qui nel mio blog lo scrivo eccome che sono STUFA STUFA STUFA STUFA E ARCISTUFA di studiare e di essere trattata male dai professori.

Nel frattempo, al lavoro ho avuto pienamente modo di ricordarmi il motivo per cui ero strafelice di non vedere certe facce per molti mesi e dopo solo un mese e mezzo di lavoro proverei la stessa stragrande gioia nel non vederle di nuovo per un po'.

Mah... bisognerebbe stare di nuovo a casa in maternità...
Se fossi una donna che genera dalla pancia io penserei subito ad un altro figlio, ma sono una mamma che genera con il cuore e lì la strada diventa più ostica, più lunga, più pericolosa.
Se fossi una mamma che potrebbe iniziare ad attendere un figlio dopo qualche mese dall'averci pensato allora io già lo sognerei.
Invece io sono una mamma che se pensa ad un fratellino per sua figlia deve pensare di essere analizzata, controllata, verificata, giudicata e poi deve pensare alle difficoltà dei bimbi adottivi che spesso sono bimbi con problemi e proprio per questo abbandonati, sono bimbi con un passato difficile da superare, sono bimbi che hanno una ferita e questa ferita resta lì e acquisce le altre che la vita più comune può generare.
Se fossi una mamma che potrebbe ritrovarsi incinta senza neanche averci pensato, allora io spererei in quel incidente, ma io sono una mamma che se vuole un figlio deve andarselo a prendere dall'altra parte del mondo.

Ma sono una mamma adottiva e guardando mia figlia mi ritrovo a pensare a come, crescendo, mi assomigli sempre di più. Io sono una mamma che se pensa ad un fratellino per sua figlia lo pensa nero. Io sono una mamma che si immagina un nuovo parto solo aprendo una porta di un luogo molto povero e molto ricco insieme in cui due occhi scuri, all'improvviso, ti squarciano l'anima e si posizionano esattamente dentro al tuo cuore.

Io sono una mamma adottiva e a volte mi giro dall'altra parte quando affiora questo pensiero di un altro bambino, perché ho paura.
A volte invece 'sto lì e guardo in faccia questo desiderio, ma solo per pochi istanti.







giovedì 17 ottobre 2013

qui si sta in silenzio

E' bello vedere mia figlia che dorme.
Ha la pelle delicata e liscia e gli occhietti a mandorla che, quando sono chiusi, sembrano dipinti con un solo pelo del pennello, come una striscia nera a rompere le ombre del volto.
Mia figlia ha il nasino piatto e così a volte mi si struscia viso a viso senza nessun rilievo ad impedire questo massaggio e sembra di starsi ancora più vicine.
Adoro mia figlia!
E' incredibile ciò che si prova da genitore per il proprio figlio... niente di ciò che mi accade in cui lei è esclusa ha la benché minima importanza rispetto ad una qualsiasi cosa lei faccia, anche la più banale.

Adesso andiamo ad un corso di acquaticità, lei entra in acqua con mio marito e io la guardo. Mi sembra di andare allo spettacolo più bello del mondo e assaporo quanto sia incredibile questo evento dopo tutti gli anni che ho sognato avvenisse. Un semplice corso di acquaticità dove lei sposta le palline da una parte all'altra della vasca dei bimbi e ogni tanto mi sorride...

Sto cercando di trovare una dimensione ai miei pomeriggi a casa, al lavoro è molto frenetico e certamente a casa sono impegnata con il tirocinio ma la verità è che, non avendo ancora l'ok dell'università, è tutto talmente incerto che mi sembra di non produrre niente, di sprecare il tempo, di non stare andando avanti con questo percorso universitario che invece il prossimo anno deve per forza chiudersi.
D'altro canto, appena mi fermo a pensare, realizzo che se non concludo almeno una parte del progetto non posso chiedere il certificato per l'esonero e quindi,come un gatto che si morde la coda, con mille dubbi vado avanti...
Ma mi sembra di essere lenta, di sprecare il tempo, di non concludere niente...

Mia figlia al pomeriggio dorme e io cerco di fare silenzio così sembra tutto ancora più irreale.

A volte mi dico che al pomeriggio dovrei darmi da fare maggiormente, diventare una casalinga perfetta con la casa tutta pulita e sempre tutto stirato e invece anche oggi ho stipato dentro all'armadio l'ultima lavatrice che ancora non ho stirato tutto il resto... Dovrei pulire il forno come si deve e sistemare alcuni cassetti...
Ma io ho poche certezze e una di queste è che io non sarò mai una casalinga perfetta, neanche se avessi tutta la giornata di tempo disponibile.
Sarò una casalinga normale, magari con più tempo per la cura della casa o magari no perché se mi laureo ho anche dei progetti.
Quindi vado avanti con un incerto tirocinio e un armadio indubbiamente pieno di roba da stirare.

L'importante è esserne consapevoli.

domenica 13 ottobre 2013

solo un aggiornamento

Sono tornata al lavoro e sono stra felice della mia vita di mamma lavoratrice! Per il momento lavoro solo 5.30 ore al giorno e da marzo saranno 6 vista la mia richiesta di part time che spero accoglieranno.
Cambia tutto.
Lavorare solo per alcune ore al giorno e non trascorrere la giornata interamente in quel ufficio, senza vedere il sole o respirare l'aria aperta, mi consente di sentirmi davvero viva e di rapportarmi al lavoro in una dimensione più umana, più a mia misura.
Io al lavoro ci passavo davvero la vita, dalle 9.00 alle 19.00 o 19.30... con una pausa pranzo fugace e sempre con la testa lì... poi arrivata a casa lo studio ma anche questa sensazione di chiusura di mancanza d'aria...
Ho sempre pensato di avere bisogno di lavorare qualche ora di meno per poter riacquisire un contatto con la natura che è, per me, vitale. In queste prime settimane di lavoro mi rendo davvero conto che è così, che sono indubbiamente più calma al lavoro anche perché ho il tempo di riequilibrarmi in un modo che mi è consono.

Non sto parlando di "ritmo",il ritmo della mia giornata è veramente troppo frenetico per rientrare in un discorso di "umanità", ma quanto meno l'ambiente e il frangente lo sono.
Corro molto perché ho orari strettissimi. Alle 8.00 tatina deve essere in asilo, alle 8.20 io sono al lavoro per poter uscire alle 13.50 e fiondarmi a casa in modo che mio marito possa a sua volta tornare al lavoro per tempo dopo la pausa pranzo in cui è andato a prendere la piccola.
Virginia a quell'ora ha un sonno pazzesco quindi mangio a strangoloni perché vuole che io la aiuti ad addormentarsi... quindi... quindi appena dorme... eh si... siccome non mollo... non studio più ma faccio il tirocinio! Questa settimana mi sono distrutta gli occhi a forza di montare video per poter concludere la prima parte del progetto aziendale che mi consentirà di ottenere questa benedetta lettera con la richiesta di esonero dal tirocinio universitario!
Se ce la faccio, se otterrò questo esonero (e solo la commissione universitaria potrà sancirlo e ciò dopo avere ricevuto la descrizione del progetto a cui partecipo), allora potrò dedicarmi alla tesi!

Insomma, al solito l'università succhia tutto il mio tempo libero e ogni giorno di questa settimana, quando mia figlia si svegliava,le rubavo ancora mezzora per finire l'obiettivo di giornata...
Povera cucciola... perché temo che fino a fine mese andrò avanti così...

Eppure è l'ultimo sforzo, l'ultimo sforzo... Se va bene con l'esonero davvero mancherà solo la tesi e piano piano tornerò ad una vita normale.

Al lavoro ho ritrovato i miei colleghi e il mio lavoro, lavoro con queste persone da anni e davvero ho la fortuna di essere in un ufficio con colleghi a cui voglio molto bene e quindi è stata una gioia ritrovarli. Per quanto riguarda il lavoro... mi sembrava di essere tornata dalle ferie estive anziché dalla maternità e il secondo giorno ero già perfettamente in possesso delle mie competenze e conoscenze... continuo a mettere la password di accesso alle applicazioni di prima della mia maternità!!! Mi sembra di non essermi mai assentata!
Insomma, tutto bene.

Ora vado a dormire, ho atteso la fine di un download per un video che devo anticipare domani ad un amico che comporrà le musiche ed ora vado a dormire o a giocare a Candy Crush.
Se qualcuno si trova per le mani uno smarthphone e vede una pubblicità di Candy Crush: NON LO SCARICHI! Io sono arrabbiatissima! Questo gioco mi piace molto e io continuo a giocarci dedicando il pochissimo tempo libero che ho a questo inutile gioco anziché a leggere o a pensare.
Contiene nicotina, non lo so. Io lo odio eppure non riesco a smettere di giocarci.
Spero mi passi.
Ma forse... è solo un modo per scaricare lo stress di una mamma lavoratrice studentessa... Bello non equivale a riposante né felice a riposata...

venerdì 27 settembre 2013

La sindrome di Jo March

Ultimo venerdi di assenza dal lavoro. Lunedi rientro.

Questo rientro avviene dopo una pausa cronologicamente impeccabile. Ho iniziato a lavorare a 20 anni, mi sono fermata a 40 ed ora, dopo 7 mesi di paura, rientro.

Ho già ampiamente raccontato del mio desiderio di lavorare di meno, almeno in termini di tempo impiegato al lavoro. Credo che questo avverrò inesorabilmente in quanto ho già avvertito della mia volontà di ottenere il part time al termine del periodo di allattamento (che durerà fino all'anno di ingresso di mia figlia in Italia) e, in base ai nuovi accordi sindacali con la mia ditta, non credo avrò molti problemi in merito (e me lo auguro).
L'altro mio proposito è relativo all'IRA.

Ho un difetto caratteriale che detesto e che da anni cerco di combattere(e di cui ho già sicuramente parlato), sono facilmente irrascibile e quando mi arrabbio veramente faccio fuoco e fiamme, urlo, strepito, me la prendo davvero!
Nella mia vita ho espresso la mia ira più veemente con mia madre (che da ottima madre conosce al millimetro ogni più recondito aspetto che mi fa andare veramente fuori di testa), mio marito (come ogni sana convivenza può indurre)e, purtroppo, i colleghi di lavoro.
Principalmente non sopporto la non volontà altrui (che poi, al lavoro, ci si aspetta che tutti lavorino...), e un malcelato misoginismo che scappa da tutte le parti a uomini anche davvero inetti ma, in quanto uomini, arrivati chissà come a coprire qualche carica immeritatamente.
Io sono una donna e ragiono da donna, parlo da donna, mi comporto da donna. Se ci si trova ad una riunione con, mettiamo, 8 uomini, alla fine ci si ritrova ad essere una donna con considerazioni, modi di fare, atteggiamenti, da donna.
Alla fine dell'incontro io ne esco sempre un po' beffata o con questa sensazione.
Per riuscire in certe aziende in cui ai vertici ci sono principalmente uomini (ovvero credo la maggior parte delle aziende italiane), bisogna essere donne che si comportano da uomini, parlano da uomini o sono CALME come gli uomini.
Prima regola: parlare di meno.
Gli uomini sono, nelle parole, più pragmatici.

Comunque, non era questo l'argomento del post. L'argomento era: propositi per i prossimi 20 anni lavorativi.
E sono due: lavorare per meno tempo e non arrabbiarmi.
Vorrei essere come una donna che ho visto ieri sera ad una bella conferenza di Amnesty International qui nella mia città. Una donna molto semplice che raccontava con pacata calma, usando poche parole e ben calibrate. Una donna sicura di sé e pertanto senza tante chiacchiere a velare il suo discorso.
Una donna che di certo non scatta come una fiamma sempre in attesa di benzina come spesso sono stata io. Una donna che magari è stata Jo March ma che ora è maturata. Come è accaduto a Jo March... credo che il mondo sia piano di ex Jo March... anzi, credo che tutte le donne che apprezzo e ammiro una volta lo siano state e poi siano cambiate trasformando l'ira in riflessione, in calma, in autocontrollo e, soprattutto, in consapevolezza.

Voglio essere una donna matura e serena interiormente, chiara, con la mente lucida, trasparente, senza fronzoli.

Ci riuscirò?

...to be continued...

mercoledì 25 settembre 2013

Un piccolo paese per bambini... di tutto il mondo...

Ieri ero dal pediatra perché mia figlia ha un po' di tosse e volevo verificare non fosse nulla di grave. Sono una mamma in divenire e ancora non so come comportarmi in caso di lievi malanni della mia bimba e, ho notato, se chiedo alle mie amiche o ai parenti, ognuno mi da un consiglio diverso e questo forse perché, mi ha spiegato ieri la pediatra, i bimbi tendono ad avere spesso malanni sempre uguali con sé stessi. Per esempio, se mia figlia ha un certo tipo di tosse è possibile che questo tipo di tosse le ritorni in altri momenti, sempre uguale a questa che ha ora anche se poi, ovviamente, a seconda della situazione potrà peggiorare, migliorare o trasformarsi in qualcosa d'altro.

Questo potrebbe spiegare il motivo per cui ogni mamma suggerisce cure diverse per malanni che potrebbero sembrare simili... Io per ora ho deciso che, in questa fase iniziale in cui ancora non conosco bene molte reazioni di mia figlia ai farmaci e alle malattie, andrò dalla pediatra.

Mentre ero dalla dottoressa ho fatto due considerazioni.

La prima riguarda il fatto che il mio è un "paese per bambini". Io abito in un piccolo paesino piemontese di montagna che conta 1700 abitanti. L'asilo è stato costruito 5 anni fa ed è quindi nuovissimo, dispone di alule grandi e colorate e arredate con giochi di ogni tipo. Nel giardino ci sono ben due parchi, uno sull'erba con le altalene e tanto spazio per correre e l'altro sulle piastrellone di plastica morbida con sopra tantissimi giochi, scivoli, case e castelli, dondoli...
Nella classe di mia figlia ci sono solo 9 bambini e, quando arrivo a scuola, non faccio in tempo a metterle il grembiulino che una maestra delle 4 che si turnano l'ha già presa in braccio e la sta coccolando!
Il pranzo arriva fresco tutti i giorni da una casa per disabili che si trova sempre nel mio paese e per arrivare all'asilo impiego circa 2 minuti a piedi e al ritorno andiamo anche a prendere il pane fresco in panetteria che si trova lungo il cammino...

La pediatra ha lo studio in piazza, quindi a un minuto da casa mia e l'orario dell'asilo copre, con il pre e post scuola, un ampio orario che permette di andare a prenderla senza problemi anche considerando le esigenze lavorative.

Dopo la scuola o l'asilo i bimbi corrono in piazza dove c'è un'area vietata alle auto in cui possono correre e andare in bicicletta e, oltre a questo, c'è un parco con molti giochi, tutto recintato, in cui si spostano continuamente.

Io mi sento molto fortunata. Non ho avuto problemi per l'ingresso di mia figlia all'asilo anche se è un'anticipataria mentre ho molti amici che hanno dovuto mandare il loro bimbo al nido perché non c'era più posto.

In buona sostanza, in questo paesino sento che mia figlia può crescere davvero serena e potrà sentirsi libera di spostarsi e giocare non appena avrà l'età per farlo.

L'altra considerazione su cui ho riflettuto ieri è che, dalla pediatra, erano presenti 10 bambini di cui 4 di origine marocchina, 2 di origine rumena e gli altri italiani (e ci inserirei mia figlia che è di origini vietnamite).
Quindi 3 italiani autoctoni e gli altri da tutto il mondo.
Questo aspetto a me piace molto perché io spero che questa nostra Italia possa diventare presto multietnica e ricca di idee e volontà che molte persone che hanno voglia di riscatto sociale e di migliorare il loro stile di vita posssono apportare.
Molti bimbi non significa molta integrazione, questi bambini sono inseriti in famiglie con tradizioni radicate nella loro terra di origine ma lo scambio culturale io credo che possa portare ad una crescita per ognuno di noi.
Nella classe di mia figlia c'è un solo bimbo di origine marocchina ma in tutto l'asilo ce ne sono diversi e ieri una bimba marocchina è uscita correndo da scuola con la mamma che, per inseguirla, correva anche lei ridendo.
La bimba correva per raggiungere mia figlia, quando è arrivata l'ha abbracciata e baciata e poi è corsa dal papà che anche lui stava arrivando.
Questo mi è piaciuto. Non sarà ancora integrazione ma è qualcosa di molto positivo per arrivarci.